Metodologia di intervento e principi di base
I presupposti filosofici e metodologici degli interventi condotti dall'Area Ausili si basano su precisi elementi-chiave, comuni a tutti i servizi (con particolare riferimento a CAT e CRA):
- Il concetto di "percorso ausili"
si può definire come: "l'insieme delle azioni che portano dalla manifestazione del bisogno legato a una situazione di disabilità all'uso efficiente di soluzioni appropriate ed efficaci in risposta al bisogno stesso" . All'interno del percorso-ausili ci sono fasi maggiormente codificabili - come ad es. quella della valutazione per l'individuazione dell'ausilio - che possono essere descritte come un vero e proprio processo.
Il percorso ausili in realtà non si conclude con la scelta del sistema tecnologico più adatto, ma soltanto nel momento in cui l'ausilio sarà utilizzato al meglio e con autonomia da parte della persona con disabilità e/o di chi lo assiste nel suo contesto di vita. Possiamo perciò dire che l'adozione dell'ausilio segna la fine di un processo e l'inizio di un percorso di utilizzo, che presuppone nella gran parte dei casi la continuità della presa in carico da parte della realtà di riferimento (famiglia, sanità, scuola, lavoro, ecc..), ma anche un importante ruolo del Centro ausili che abbia fornito un supporto di competenza.
- L'approccio "in logica ICF"
la valutazione finalizzata alla proposta di ausili si deve attuare secondo un approccio globale, che prenda in considerazione la persona, il contesto e le sue dinamiche, le funzioni attese e il ruolo delle possibili soluzioni tecnologiche di ausilio. Le tradizionali valutazioni clinico-funzionali della persona con disabilità si sposano quindi con le dimensioni che ICF definisce come "attività" e "partecipazione", esplorate in rapporto al contesto sociale, culturale ed economico in cui si colloca la persona. Il tutto nella logica di un intervento adeguatamente modulabile ed evolutivo.
- La multi/inter-disciplinarietà
l'approccio globale realizzato da CAT e CRA prevede per sua natura l'interazione attiva fra ruoli e professionalità diverse, in cui i professionisti sono chiamati ad operare sia in modo separato (ma coordinato), sia in modo interdisciplinare, cioè attraverso interventi in cui siano coinvolti simultaneamente. Operativamente, l'approccio ICF alla proposta di ausili può comportare l'integrazione fra i professionisti dei servizi che hanno in carico il caso (sanità, sociale, scuola …) e gli operatori del Centro ausili; la persona con disabilità, protagonista primo del percorso ausili, è (solo od insieme alla famiglia) parte fondamentale del team multidisciplinare. All'interno dei nostri servizi CAT e CRA la scelta è stata quella di privilegiare (benché in modo flessibile) la modalità operativa inter-disciplinare, vincolando le prestazioni di valutazione complessa alla messa in campo di èquipe con professionalità che fanno capo alle aree: sanitario-riabilitativa (fisioterapisti), socio-educativa (educatori, pedagogisti), tecnico-tecnologica (ingegneri, tecnici).
- Il ruolo centrale della valutazione
la proposta degli ausili va sempre preceduta da una attenta e competente valutazione dei bisogni, delle potenzialità e degli obbiettivi della persona e del suo contesto di vita; in qualche modo si potrebbe dire che la valutazione ausili comporti una capacità di effettuare "diagnosi e una prognosi della persona e della situazione di vita", prima e dopo la proposta degli ausili.
La valutazione è un momento di importanza decisiva che viene svolto da CAT e CRA su invio ed in stretta collaborazione con i prescrittori e più in generale con i servizi che hanno in carico i casi.
- L'indipendenza da interessi commerciali
La valutazione ausili deve essere "super partes", ovvero fare riferimento all'intero panorama delle possibilità tecnologiche presenti sul mercato in modo del tutto libero da condizionamenti. Qualora gli aspetti tecnologici fossero valutati da un'azienda deputata a fornire gli ausili, questo atto non potrebbe non risentire di una ovvia polarizzazione di interessi nell'effettuare la proposta.
- L'elaborazione di nuovi modelli di intervento
poiché il ruolo dei Centri ausili è ancora in parte una novità nel panorama dei servizi, il CAT e il CRA lavorano con attenzione allo sviluppo e alla sperimentazione di modelli di intervento, ponendo particolare attenzione alle possibilità di integrazione con le risorse del territorio. I modelli di intervento vengono messi a punto attraverso il confronto costante con le principali realtà italiane ed europee.
- Il lavoro di rete
Per sua natura i centri dell'Area Ausili non possono che operare in stretto collegamento con i servizi che hanno in carico i casi e con le istituzioni che programmano interventi (è il caso del CRA); più in generale, l'idea di lavorare in rete è insita nel DNA dei Centri ausili.
Il CAT e il CRA realizzano reti a più livelli:
- sui casi, ricercando l'integrazione di competenze di professionisti;
- all'interno di Corte Roncati, attraverso la sperimentazione di prestazioni di valutazione integrate fra CAT-CRA e gli altri Centri che hanno competenze cliniche sulle patologie neuromotorie, cognitive e del linguaggio;
- sul territorio locale e regionale, collaborando direttamente con enti, servizi, istituzioni;
- a livello nazionale ed europeo attraverso la partecipazione a reti a carattere tecnico-scientifico.

